Operazione “Ricambio sicuro “

 

 

Ragusa-
Dalle prime ore di stamani personale della Polizia stradale di Ragusa ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Ragusa su richiesta della Procura della Repubblica.
In carcere sono finite sei persone residenti oltre che nel capoluogo ibleo anche a Catania e Siracusa: secondo l’accusa farebbero parte di un’organizzazione criminale dedita alla ricettazione e al riciclaggio di vetture in tutto il territorio nazionale. In carcere quindi, Rosario Migliore di Rosolini 50 anni, Filippo Maltese, ragusano di 43 anni, Gianluca Ricciardi catanese di 26 anni, Patrizia Roccasalvo di Rosolini 42 anni e Salvatore Vaccaro catanese di 36 anni.
L’operazione è stata illustrata stamani presso la Questura di Ragusa alla presenza del Procuratore Carmelo Petralia, del questore Giuseppe Gammino, del comandante di compartimento Sicilia orientale Cosimo Mariuccia e del dirigente della Polstrada di Ragusa Gaetano Di Mauro.
Secondo il racconto fatto dagli inquirenti, sarebbero centinai di migliaia le parti di carrozzeria rinvenute e riconducibili a 43 autovetture rubate, mezzi che venivano posti in vendita attraverso reti Internet. Valore complessivo delle auto rubate circa 500 mila euro col giro d’affare criminale che si aggirava intorno ai 25 mila euro mensili.
Le indagini della Polizia Stradale di Ragusa, diretti dal Vice Questore Aggiunto Gaetano DI MAURO, hanno preso avvio a Febbraio 2016, a seguito di un esposto di un cittadino che aveva riconosciuto in un sito Internet alcune parti della propria vettura. Le attività investigative successive, che hanno visto l’utilizzo di intercettazioni, di pedinamenti, di acquisizioni documentali, hanno consentito di individuare tutti i componenti del sodalizio criminale e le quattro località dove venivano smontate le vetture e catalogati i pezzi

Gli indagati erano in possesso, nei due negozi di rivendita ricambi ubicati a Pozzallo (RG) e Rosolini (SR) ed in altri quattro terreni ubicati a Pozzallo, Ragusa, Noto e Rosolini, di parti meccaniche e di carrozzeria di 43 autovetture risultate oggetto di furto a Catania, Siracusa e Bari, negli anni 2015 e 2016.

Dopo essersi procurati le vetture rubate nel catanese, ricettavano i ricambi attraverso la vendita al dettaglio e, soprattutto, attraverso la rete Internet, in tutto il territorio nazionale. Sono 3.800 gli annunci di vendita ricambi “postati” sui siti più importanti di vendita on line.

Dalle intercettazioni emergeva che gli indagati, oltre a vendere le parti dei veicoli in loro possesso, prendevano nota delle richieste degli utenti e, attraverso i due catanesi arrestati, si attivavano per richiedere le auto di interesse, di provenienza furtiva, garantendo la consegna del ricambio richiesto, attraverso ditte di spedizione.

Il valore delle 43 auto (rubate nel 2015 e 2016) ammonta a circa 500,000 euro. Il giro di affari del gruppo criminale era di circa 25.000 euro mensili.
Sono ancora in corso le attività di riscontro sui pezzi venduti e dotati di punzonatura in tutto il territorio nazionale, con l’ausilio degli omologhi uffici di polizia stradale, al fine di procedere al loro recupero. Nel territorio di Novara è stato verificato e recuperato il motore di una Fiat 500, oggetto di furto a Catania.

I comuni della provincia di Catania ove sono state rubate 37 auto sono: Catania, Misterbianco, Pedara, S.G. La Punta, S.A. Li Battiati, San Gregorio, Aci Castello, Tremestieri, Viagrande.
I comuni della provincia di Siracusa ove sono state rubate 5 vetture sono: Siracusa ed Augusta.
1 vettura è stata rubata nel comune di Carbonara (BA):

All’esecuzione delle misure cautelari hanno partecipato agenti della polizia Stradale di Ragusa, del Compartimento Polizia Stradale di Catania e della Sezione Polizia Stradale di Siracusa.

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