Fermati due scafisti dopo l’approdo di 286 migranti

Pozzallo-La Polizia a seguito dello sbarc  di 389 migranti ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di:
Mohamed Badrudin, nato in Sudan il 26.11.1988 e DOOH NTUMBA Patriek, nato in Camerun il 27.01.1980
Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche. I responsabili del delitto concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.
I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

Alle ore 11:37 del giorno 10.06.2017, dopo aver effettuato un primo intervento di soccorso a 149 migranti in difficoltà di navigazione a bordo di un gommone, il pattugliatore CP 904 “M. FIORILLO” della Guardia Costiera italiana, individuava un altro natante alla deriva carico di migranti. Venivano quindi trasbordati in sicurezza tutti i migranti a bordo del pattugliatore con il recupero di 137 persone di cui 107 uomini, 27 donne e 3 minori. Le operazioni si concludevano alle ore 12:15 successive. Successivamente il pattugliatore in argomento assumeva rotta per le coste siciliane giungendo presso il porto di Pozzallo alle ore 8.30 di domenica.

Gli scafisti sono soliti raggiungere accordi con gli organizzatori libici dei viaggi verso l’Italia, ovvero in cambio di poche centinaia di dollari o di un viaggio gratis, si assumono la responsabilità di comandare il natante senza, spesso, alcuna conoscenza della rotta.
I libici in questo modo non “sacrificano” i loro uomini che una volta giunti in Italia vengono arrestati, ma inviano migranti disposti ad “arruolarsi” tra le loro fila per ottenere un profitto.
La Squadra Mobile di Ragusa dagli accertamenti effettuati dalla Polizia Scientifica sulle impronte digitali acquisite al momento dello sbarco, ha tratto in arresto due cittadini nigeriani sbarcati anni fa ed espulsi, uno da Brescia ed un altro da Reggio Calabria. I due nigeriani erano stati espulsi a mezzo aereo dopo le procedure amministrative nei loro confronti avviate. Considerato che sono rientrati in Italia in violazione di legge sono stati tratti in arresto ed al momento della loro scarcerazione verranno espulsi.
Dopo aver raccolto tutte le testimonianze, gli scafisti sono stati condotti in carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria iblea.

 

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