Editoriale: la prepotenza è di casa

Vittoria-

Le ricorrenti notizie delle aggressioni nei Pronto soccorso dell’isola ma anche ai tutori dell’Ordine sono il segnale di una situazione arrivata- anzi forse l’ha superato- il livello di guardia. Ma senza risposte politiche e sociali la situazione andrà a peggiorare.

La notizia dell’arresto del commando catanese che aveva aggredito e malmenato un medico di un Pronto soccorso a Catania è sicuramente una buona notizia, rassicurante anche perchè ci dice che lo Stato c’è e quando vuole arriva laddove si annida la violenza.

Di fronte a questi episodi non si può pero delegare tutto alla fase repressiva: servono anche e a monte risposte politiche e aziono sociali. Le continue aggressioni nei Pronto soccorso evidenziano una criticita del sistema sanitario, un presidio dove ci si rivolge spesso per l’unghia incarnita o mal di testa, e quindi sbraitando se l’attesa dure ore. Poi le aziono sociali; oggi è off milits non solo un Pronto soccorso ma anche un autobus, la cattedra di un professore, lo sportello di un ufficio e la stanza di un sindaco. L’assenza di regole certe unita alla carenza dei servizi dà spazio all’esibizione muscolare della prepotenza che è anche figlia ovviamente della società urlata in cui viviamo: un imbarbarimento generale nell’era di Facebook, dei Vaffa-day e delle verità di pancia.

La tolleranza e la mediazione sono visti invece come cose ormai fuori dal mondo, un mondo antico che andrebbe invece recuperato e difeso. Ma con la politica ormai sempre più lontana dai bisogni della gente, è molto più facile che un pugno prima o poi arriva…

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