EDITORIALE: BOTTI E DIVIETI

 

Lo spettacolo dei fuochi e la loro potenza effimera non hanno bisogno di essere spiegati più di tanto. Il Capodanno e il Ferragosto, che sono le due grandi porte nel cerchio dell'anno, brulicano sempre di questi fuochi e sembra oggi impensabile poterne farne a meno. Il problema è che molti fanno di questo spettacolo un uso improprio e in certi casi scellerato: i criminali che fabbricano botti senza licenza, gli sprovveduti che li usano senza accortezza e gli stupidi che li lasciano all'uso dei ragazzini. A poco sono serviti finora i ripetuti appelli nel tempo a una diminuzione di questa pratica che, ciò dicono gli esperti, può causare anche danni irreversibili a bambini e animali. Adesso c'è stata la sollevazione di alcune categorie e associazioni di consumatori che hanno chiesto con forza il divieto di sparare a fine anno: tentativo lodevole ma dopo quello che si è sentito- tra virgolette- ieri sera in via Milano a Vittoria, con l'esplosione di potenti botti che hanno forse sentito anche a Comiso, non c'è da stare ottimisti.

Senza interventi e controlli serrati, sarebbe come pretendere di mettere un tappo sopra un vulcano. E' giusto in ogni caso provarci e insistere affinch questa pratica cruenta che vorrebbe significare festa e gioia non continui a partorire sequestri di fuochi clandestini, repressioni, sanzioni e in alcuni casi anche feriti pi o meno gravi. Insomma, una battaglia di civiltà contro gli istinti primordiali della cosiddetta era moderna.